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20 Giugno 2026

Assemblea di Confartigianato Imprese Piemonte Orientale

Assemblea di Confartigianato Imprese Piemonte Orientale

Un bilancio di dodici mesi di attività, la centralità del ruolo dell’associazione e dei corpi intermedi, il rapporto privilegiato e forte con l’Università del Piemonte Orientale, attraverso la cosiddetta Terza Missione, e la cui genesi è stata seguita, agevolata, partecipata anche dalle imprese artigiane da Confartigianato.

Questo il bilancio di sintesi dell’assemblea pubblica di Confartigianato Imprese Piemonte Orientale, che si è svolta oggi, 20 giugno, nell’auditorium Gaudenzio Cattaneo della sede di Novara dell’Università del Piemonte Orientale.

A moderare di lavori, Paolo Pomati, dell'Università del Piemonte Orientale 

Nell’aprire i lavori, il sindaco di Novara, Alessandro Canelli, ha richiamato il rapporto fra imprese e università: “Sono contento del tema che avete dato alla vostra assemblea di oggi, evidenzia l’importanza dell’Università del Piemonte Orientale che cresce in modo forte”. Quattro le sfide che Novara e il territorio hanno davanti: “Il capitale umano, cioè la capacità di attrarre intelligenze; l’innovazione; l’infrastrutturazione del territorio (con il collegamento veloce Novara Vercelli e la fermata dell’alta velocità) e la governance (cioè la capacità di governare questo sviluppo attraverso la collaborazione fra istituzioni, una vera cabina di regia)”.

A seguire la relazione del presidente di Confartigianato Imprese Piemonte Orientale, Michele Giovanardi: “Viviamo tempi complessi, tempi di crisi, tempi di guerra.  Tempi in cui non è il caso di illuderci ma costruire sì, sperare sì “ha esordito Giovanardi “Tempi che non danno punti di riferimento, in cui i termini “complessità” – così come “intelligenza artificiale” – appaiono come manufatti iconici di cui non si capisce bene di cosa si tratti e a cosa facciano riferimento”.

E proprio all’Intelligenza artificiale, e alla sua declinazione di Intelligenza Artigiana, il presidente Giovanardi ha fatto ampio cenno, indicando proprio l’intelligenza e il ruolo della piccola impresa come fondamentali per le nostre comunità. E poi il tema della nuova legge quadro sull’artigianato, una nuova e più moderna normazione ormai indifferibile in uno scenario in cui gli artigiani sono diventati ben altra cosa, tra tradizione e innovazione, lontano dagli stereotipi di genere. E a chiudere, l’orgoglio di appartenenza, di essere associazione: “Oggi, in questo travagliato primo quarto di secolo con ventimila soci, fra imprenditori e artigiani pensionati, in tre province, 22 sedi fra recapiti, sedi di zona, sedi provinciali e centrale manteniamo la stessa vitalità di quel dicembre 1945 quando in uno studio notarile si costituì l’Unione provinciale novarese degli  artigiani, UPNA acronimo che molti ancora utilizzano”.

Il tema della terza missione dell’università – titolo dell’assemblea – è stato affrontato in un dibattito fra il direttore dell’associazione, Amleto Imaploni, e il Rettore dell’Università del Piemonte Orientale, Menico Rizzi, che ha apetrto il suo intervento ricordando come la terza missione è l’insieme delle attività con cui le università trasferiscono conoscenze e competenze alla società, affiancando insegnamento e ricerca – le prime due missioni degli Atenei -  e rappresenta la missione istituzionale delle università volta a valorizzare i prodotti della didattica e della ricerca, promuovendo l’interazione diretta con la società civile e il tessuto imprenditoriale: “La terza missione mira a contribuire allo sviluppo economico dei territori in cui le Università operano” ha sintetizzato. Diverse le azioni concrete realizzate dalla collaborazione fra Università e Confartigianato, come ha ricordato il direttore Impaloni: “Dai seminari sulla riforma Bassanini, per comprenderne la portata, ai temi della transizione ecologica”. Non sono mancati accenni al tema del giorno, l’Intelligenza Artificiale, il quale, ha ribadito il rettore Rizzi “Va governato, capito e per capire occorre formarsi” richiamando i percorsi di dottorato di ricerca e di laurea magistrale sull’IA dell’Università del Piemonte Orientale.

Cosa si può fare insieme? Diversi i temi che riguardano il territorio, ha detto il direttore Impaloni: “Dal tema di arrestare lo spopolamento delle aree montane, all’inclusione delle famiglie straniere; la riqualificazione dell’area De Agostini per Novara all’area ex Acetati di Verbania” .

In chiusura, l’intervento del presidente nazionale Marco Granelli che ha esordito ricordando come oggi, il ruolo di Confartigianato sia quello di “continuare a stare vicino alle aziende per mettere al centro il modello vincente dell'imprenditoria italiana: l'impresa artigiana, produttrice non solo di Pil economico ma anche di Pil sociale”.

E poi il tema dei giovani, sempre all’attenzione dell’agenda di Confartigianato: “Se non investiamo subito sulle competenze dei giovani e sulla dignità del lavoro manifatturiero, rischiamo di perdere il patrimonio più grande dell'Italia: la capacità di saper fare le cose. L'artigianato non appartiene al passato, ma rappresenta la più straordinaria opportunità per il futuro dei nostri giovani e del Paese.

Il lavoro che i giovani cercano esiste già, ed è artigiano. Però dobbiamo combattere un pregiudizio superato secondo cui il lavoro artigiano sarebbe di serie B. Al contrario, oggi i nostri laboratori e le nostre aziende sono luoghi ad alta tecnologia e sostenibilità dove si incontrano creatività e innovazione.

“Ci troviamo quindi di fronte a un paradosso inaccettabile: una forte domanda di lavoro, una drammatica difficoltà a trovare personale. Nell’artigianato, nel 2025, la quota di personale difficile da reperire ha sfiorato il 60%, pari a 293.000 lavoratori introvabili” ha detto Granelli.

Le cause non sono i salari, ma fattori strutturali: l'inverno demografico, la velocità della transizione digitale che supera i programmi scolastici e il mismatch educativo Che fare, quindi? Tre cose: “Valorizzazione dell'apprendistato e della formazione duale; rafforzare il rapporto imprese-scuola e l’orientamento; formazione universitaria per gli artigiani del futuro” ha concluso Granelli.

Al termine dei lavori, la consegna del premio Artifex al Vescovo di Novara, mons. Franco Giulio Brambilla – che ha salutato i presenti in un video messaggio - ai riconoscimenti per la fedeltà all’associazione, per gli imprenditori associati da più tempo  e ai collaboratori di Confartigianato con maggior anzianità lavorativa.

 


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