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07 Marzo 2026

8 marzo: imprese in rosa

8 marzo: imprese in rosa

8 marzo all’insegna dell’imprenditoria femminile. Sono infatti oltre 16mila le imprese al femminile nel Piemonte Orientale, pari al 22,7% del totale delle imprese attive. I settori di riferimento sono quelli tradizionali delle imprese in rosa, quali il commercio, turismo e i servizi alla persona (acconciatura ed estetica). Il 12,4% delle imprese femminili sono guidate da donne straniere e la percentuale di imprenditrici under 35 sfiora il 10%-

“I dati confermano una volontà di fare imprese molto importante per le donne” spiega Elis Piaterra, presidente del Movimento Donne Impresa di Confartigianato Imprese Piemonte Orientale

“Accanto alle donne imprenditrici vanno ricordate le moglie, le compagne, le figlie degli imprenditori che rappresentano un sostegno importante e imprescindibile, soprattutto nella piccola impresa”, aggiungono Michele Giovanardi, presidente, e Amleto Impaloni, direttore di Confartigianato Imprese Piemonte Orientale.

“Ricordare quindi il peso delle imprese a conduzione femminile o che hanno nelle donne una componente importante a livello manageriale e direzionale significa sottolineare una parte importante e dinamica della nostra economia provinciale, che trova riflesso a livello regionale: in fatti il nostro Piemonte è la quarta regione italiana per imprese in rosa” aggiungono Impaloni e Giovanardi.

“Sostenere l’imprenditoria femminile non deve essere una “politica di genere”, ma una scelta di sviluppo economico che riguarda tutti: istituzioni, associazioni di categoria, sistema bancario” spiega Elis Piaterra “. “Molto è stato fatto, molto resta da fare: la conciliazione rimane uno dei principali ostacoli alla competitività, e il welfare non aiuta a conciliare il lavoro con la cura della famiglia. Serve rafforzare la spesa sul welfare per famiglie e giovani. Da qui l’importanza di agire anche sulla leva della fiscalità prevedendo la detraibilità delle spese sostenute per l’acquisizione di servizi a supporto dei lavori di cura e conciliazione vita-lavoro”. conclude Piaterra.