Vai al contenuto principale
18 Settembre 2018

STORIE D'IMPRESA/Da Novara alla Groenlandia: "Ho installato una caldaia al Polo Nord"

STORIE D'IMPRESA/Da Novara alla Groenlandia: "Ho installato una caldaia al Polo Nord"

Ha festeggiato il suo 43° compleanno con un brindisi a -30 gradi tra i ghiacci della Groenlandia: il novarese William Randaccio è stato uno dei tre installatori scelti dall’Ariston in tutto il mondo per “The Ariston confort challenge”. Una missione che ha sfidato l’impossibile: installare una caldaia a condensazione al Polo Nord. Randaccio è titolare della “Impianti W Tecnica” con il socio Primo Zanellato: in 12 anni di attività i due impiantisti hanno lavorato tantissimo con la ditta Ariston al punto da diventare tra i suoi maggiori installatori . A marzo la società Ariston ha selezionato Randaccio, con una ricerca internazionale, proponendogli una vera “mission impossible”: andare sull’isola di Disko, una delle 500 dell’arcipelago della Groenlandia, per assemblare una casa modulare ed ecosostenibile l’Ariston comfort zone, costruzione di appoggio nel punto in cui gli scienziati  dell’Università di Copenaghen eseguono i prelievi in mare dei campioni da analizzare. Fino a quel momento i ricercatori percorrevano 45 minuti per raggiungere la postazione dove lavoravano al riparo di tende: il progetto di Ariston è stato di portare il comfort di una caldaia a condensazione (Ariston modello Alteas one ) anche al Polo Nord.


Il viaggio

Randaccio è partito da Novara il 4 aprile ed è tornato il 5 maggio dopo un mese di lavoro in un team composto da un ingegnere russo specializzato in microelettronica, Oleg Belyy, e da un tecnico cinese, Yuanshuo Andy Huans, con il compito di creare in 24 giorni una costruzione confortevole per i ricercatori. Una missione difficile per le condizioni climatiche estreme, a -30 gradi, e ambientali: “Ogni mattina partivamo alle 6,15 dalla base artica e poi raggiungevamo il punto di prelievo – racconta Randaccio -. La casa era stata costruita a Lissone, smontata e poi trasportata in container e casse, con la nave rompighiaccio. L’abbiamo ricostruita grazie all’aiuto degli inuit. Il mio compito era realizzare gli impianti ed  in particolare installare e mettere in funzione la caldaia Alteas One ”.


Tra orsi e balene

Il contesto era bellissimo e difficile: “Ho visto le orme dell’orso polare attorno ala nostra costruzione, eravamo sempre accompagnati dai fucilieri – racconta Randaccio -. Ma abbiamo anche ammirato le balene a pochi metri da noi , visto l’aurora boreale e conosciuto bene gli inuit, una popolazione accogliente e sempre pronta al sorriso. E’ stata un’avventura unica, molto impegnativa e bellissima”. Già il viaggio, in effetti, non è stato agevole: “Ho preso due aerei e poi la nave da Ilulissat, – racconta Randaccio -. Ma gli iceberg erano frequenti e il rompighiaccio non era sufficiente per farsi strada, non riuscivamo proprio a muoverci. Così siamo tornati indietro e abbiamo preso l’elicottero per raggiungere il punto che ci interessava per arrivare  sull'isola di Disko”.


La missione è stata filmata dalle telecamere della Indiana Production e andrà in onda in sei puntate dal 17 settembre sul sito “Ariston comfort challenge”. Ad ottobre su Dmax uscirà un documentario . “Voglio ringraziare in modo sincero – dice Randaccio – l’ Ariston, l’agenzia Bonavera di Borgomanero che ci ha seguito in questi anni nel nostro rapporto con la società, e la Confartigianato Imprese Piemonte Orientale che dal 2006, quando io e il mio socio abbiamo iniziato l'attività, ci ha sempre sostenuto dandoci i consigli giusti per proseguire e arrivare dove siamo ora”.

 


Galleria Fotografica


Torna a tutte le news