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18 Novembre 2020

STORIA D'IMPRESA / Poche macchine e molto sapere artigiano: così da 72 anni la "Guilla" arriva sulla nostra tavola

STORIA D'IMPRESA / Poche macchine e molto sapere artigiano: così da 72 anni la "Guilla" arriva sulla nostra tavola

Siamo nel 1948 ed è finita da poco la guerra quando Giuseppe Guilla, commerciante di vini a Borgo Vercelli, viene a sapere che sta per chiudere un piccolo laboratorio per la produzione di budella naturali per salumi. Lo rileva e oggi, 72 anni dopo, quell’azienda è arrivata alla terza generazione della famiglia Guilla e ha nuovi soci, Walter e Matteo Calciolari. Nel frattempo il laboratorio è cresciuto con nuovi spazi a Vercelli in via Trieste e la "Guilla" si è lasciata alle spalle la dimensione cittadina e regionale; ha ampliato le vendite su scala nazionale e i suoi rapporti lavorativi si sono spinti sino al Sud America e alla Cina. Ma con un valore che resta immutabile: la tradizione.


Gli inizi e la grande crescita
Nel 1963 l’attività si sposta a Vercelli e nove anni dopo l’allora ventunenne Francesco Guilla si unisce all’azienda di famiglia, composta dal padre e da un dipendente di circa 70 anni, cui si aggiunge un rappresentante, Giorgio Calciolari. “E’ successo tutto per caso – racconta Francesco -. Avevo il brevetto da pilota ed avevo superato il concorso in Alitalia ma mi dissero il classico “Le faremo sapere”. Così ho iniziato a lavorare in azienda con mio padre e otto mesi dopo, quando la compagnia di bandiera mi ha chiamato, ho rifiutato e sono rimasto qui”. Nel 1988 lo stabilimento gestito da Francesco e dalla moglie Eli triplica la superficie coperta per far fronte alle importazioni della materia prima che adesso arriva anche dall'Europa e per attrezzare il laboratorio con un nuovo macchinario: “Ero da un fornitore in Francia ed ho visto un sistema particolare per lavorare le budella ovine che ho voluto replicare anche da noi – racconta Francesco -. E’ stato un successo. Oggi siamo in grado di affinare il prodotto, personalizzandolo con differenti caratteristiche qualitative che consente ad ogni cliente di scegliere il budello più consono alle proprie esigenze”.


Le nuove generazioni e il futuro
Nel 2006 entra a far parte della società la figlia Paola Guilla e due anni dopo arrivano i fratelli Walter e Matteo Calciolari, eredi del primo rappresentante del laboratorio: “Sono tutti cresciuti con l’azienda, la conoscono da quando sono bambini”. Il futuro, insomma, è assicurato.

Oggi la società conta dieci dipendenti, diversi rappresentanti collocati sul territorio nazionale e quattro soci   ma alla sua produzione contribuisce per circa il 30% anche una ditta egiziana nella quale una ventina di operai sono addetti alla lavorazione riservata alla ditta Guilla.  Il panorama dell’azienda, infatti, guarda anche oltre i confini nazionali: la materia prima arriva dal Sud America e dalla Germania per i bovini, dall’Australia e Nuova Zelanda per gli ovini e da Cina, Olanda, Svezia, Spagna e Danimarca per i suini: “Importiamo direttamente dai più grossi macellatori”. Dal 2002 l'azienda fa parte del "Consorzio per la tutela del budello naturale" e nel 2004 ha ottenuto la certificazione per la qualità UNI EN ISO 9001.


Poche macchine e molto sapere artigiano
In questi 72 anni la “Guilla srl” ha servito clienti in tutto il territorio nazionale, soprattutto in Piemonte, Lombardia, Campania e Sardegna rifornendo i salumifici anche di spezie, reti, spaghi, additivi e di tutto quello che occorre per creare un prodotto di qualità. Nello stabilimento di Vercelli la lavorazione è artigianale, realizzata a mano con l’aiuto di pochi e selezionati macchinari.  “Il salame resta imprescindibile nella nostra cultura gastronomica – racconta Franco -. Mio padre diceva sempre che non mancherà mai sulla tavola: quando le cose vanno meno bene si usa per un panino, quando vanno meglio per un bel vassoio di antipasti”.  

 


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