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06 Marzo 2020

STORIA D'IMPRESA / Il violino da premio nasce nella bottega del giovane liutaio sulle colline del vino

STORIA D'IMPRESA / Il violino da premio nasce nella bottega del giovane liutaio sulle colline del vino

Le pialle sono minuscole come ditali perché è un lavoro che conta i decimi di millimetro ma il risultato è un suono che emoziona. Alessandro Milani, 37 anni, è un liutaio e costruisce violini, viole e violoncelli nel suo laboratorio di Boca, sulle colline del vino novarese. Ha imparato come si faceva un tempo con tanti anni di lavoro nella bottega di un maestro milanese e ora realizza e ripara strumenti  ad arco, che vende in tutto il mondo, e ne costruisce i pezzi di ricambio.


Gli studi a Milano

Milani ha studiato violino al Conservatorio di Milano poi ha virato sull’informatica, due dimensioni che a prima vista appaiono molto lontane: “In realtà la musica è anche matematica e fin da bambino coltivavo una grande passione per i computer, è stato naturale cercare di conciliare questi due amori – racconta Alessandro -. Però il richiamo dello spartito è stato troppo forte e ad un certo punto sono tornato a tempo pieno al violino, anche se in un modo diverso: mettendoci le mani”.
Degli anni da studente al Conservatorio milanese ha uno splendido ricordo anche grazie a Casa Verdi,  la struttura fondata dal compositore per accogliere i musicisti anziani che oggi funziona anche come ostello per i giovani. “Era bellissimo perché si viveva a contatto con grandi esponenti della musica e della danza – racconta Milani -. Ci si incontrava nel tempo libero, negli spazi comuni e si pranzava insieme: ricordo come un’enorme fortuna l’aver conosciuto il primo violoncellista della Scala, allora a riposo, Luigi Veccia, una persona straordinaria che ti incantava con le sue storie, o la cantante Luisa Mandelli, amica e collega di Maria Callas”.

 

Gli anni a bottega

Proprio lì Alessandro conosce un chitarraio di Treviso che lo introduce nel mondo, non facile, della liuteria: “Ho scelto di imparare dalla pratica, andando a bottega, ma è stato difficile trovare un artigiano-insegnante che mi aiutasse. Poi, finalmente, Delfi Merlo mi ha aperto le porte del suo laboratorio. Sono stato con lui quasi quattro anni e lo considero un grande maestro, abbiamo un rapporto che prosegue ancora oggi” commenta Milani.
Era l’inizio del Duemila. Com’è il primo giorno nella bottega di un liutaio? “L’esercizio-base è prendere in mano una pialla e mettere in squadra un cubotto di legno con tutti i lati perfettamente perpendicolari e uguali, poi si impara a  rettificare i pezzi di ebano che servono  per la tastiera – spiega Milani -.  Ne ho fatti a decine…  Bisogna prendere confidenza con gli strumenti, ad esempio le sgorbie di varie dimensioni, e con il lavoro di precisione. Dopo tre anni di piccole cose ho iniziato la costruzione vera e proprio del mio primo violino che ha richiesto un anno di impegno. L’ho venduto a mille euro”. Il suo quarto violino, nel 2009, vince il primo premio nella sezione giovani della terza edizione del concorso internazionale di liuteria di Pisogne, sbaragliando la concorrenza di candidati di tutto il mondo.


Il laboratorio a Boca e gli inizi

Oggi Milani lavora nel suo laboratorio sulle colline novaresi: ”L’ho aperto una decina di anni fa e grazie a Confartigianato ho ricevuto consulenza nelle pratiche, supporto continuo e anche un finanziamento a fondo perduto che mi ha consentito di acquistare il materiale necessario e muovere i primi passi. Nel 2011 ho vinto il premio Panarotto assegnato dall’associazione alle giovani imprese” racconta il liutaio. Qui nascono i violini, le viole e i violoncelli che ha venduto in Italia e in Oriente, a Taiwan e in Cina in particolare, Paesi in cui dove la tradizione artigianale italiana è molto apprezzata. 

 

Come nasce un violino?

Un violino richiede almeno tre mesi di lavoro che comincia dal disegno che diventa un calco in plexiglass da cui ritagliare la forma del legno.  I singoli pezzi vanno accuratamente modellati e portati allo spessore giusto con sgorbie, pialla e rasiera e poi uniti tra loro con collanti di origine naturale. Dopo l’assemblaggio dei pezzi il lavoro si conclude con la verniciatura, il montaggio e la “messa a punto”, che consiste in un processo di taratura da approfondire insieme con il musicista. Il violino è come un abito su misura, va “provato” su chi lo utilizzerà per meglio adattarlo alle sue esigenze. L’attività di un liutaio, però, non si ferma alla costruzione ex novo dello strumento e comprende la riparazione e la realizzazione di pezzi di ricambio come mentoniere, piroli e cordiere per mantenere sempre efficiente lo strumento che con il tempo migliora la qualità del suono e acquista valore.  C’è anche un nuovo ambito che interessa a Milani: diffondere la conoscenza degli strumenti, della loro nascita e della loro cura. Il liutaio di Boca è stato invitato a parlare in incontri a Treviso, Novara e anche in Inghilterra.
 “Spesso sono gli stessi musicisti a conoscere poco il loro strumento e a non sapere come gestirlo al meglio proprio dal punto di vista materiale – commenta -. Durante una conferenza un violinista mi ha chiesto quale legno si usasse per la tavola, che richiede sempre l’abete rosso della Val di Fiemme, il migliore per la risonanza, e quale per le altre parti che sono in acero dei Paesi dell’Est e dei Balcani oppure in ebano. Io poi ci tengo molto anche alla parte della verniciatura e uso resine e coloranti naturali che estraggo dalle essenze di legno attraverso un processo chimico con una sorta di alambicco, il soxhlet”. (E' possibile seguire la sua nascita nell'album di foto sulla pagina Facebook cliccando QUI).

 


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