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28 Maggio 2009
CONTRATTI DI RETE: IMPRENDITORI RESPONSABILI, MA NEI LIMITI DEL FONDO CONSORTILE
Un emendamento al DDL 1195 accoglie le proposte confederali e ritocca alcuni aspetti critici della legge 33/2009. Il testo emendato dal Senato passa ora al vaglio della Camera
La cautela è d’obbligo, ma se anche alla Camera scatterà il disco verde per le modifiche appena approvate dal Senato alla legge 33 del 2009, che riformulano alcuni punti dell’articolo 3 in materia di Contratto di rete, Confartigianato potrà festeggiare un’importante vittoria.
Nel testo licenziato dall’assemblea di Palazzo Madama ritornano, tra l’altro, gli incentivi alle aggregazioni d’imprese previsti dalla Finanziaria 2006 e scompare il pericolo per i singoli soggetti che sottoscrivono il nuovo contratto di rispondere in maniera illimitata verso i terzi, e quindi di mettere in gioco pure il proprio patrimonio personale.
Entrambi i correttivi, fortemente sostenuti da Confartigianato, sono stati introdotti dall’emendamento bipartisan n. 1.300 presentato dai Senatori Gian Carlo Sangalli (PD) e Sergio Vetrella (PDL). L’occasione per la revisione della legge, approvata l' 8 aprile scorso, è stato offerto dall’iter approvativo del DDL 1195 che contiene norme su reti e distretti d’imprese.
L’emendamento corregge alcuni aspetti del Contratto di rete – il nuovo istituto che consente alle piccole imprese di incanalare le energie, le risorse e la progettualità verso un obbiettivo comune e definito, senza per questo fondersi o connettere in modo integrato – che Confartigianato aveva giudicato ‘migliorabili’.
La prima correzione – e forse la più attesa – limita la responsabilità verso i terzi delle imprese legate dal Contratto di rete. Ora tale responsabilità viene riferita esclusivamente al fondo consortile, attraverso il richiamo all’articolo 2615 del codice civile. In sostanza, se in DDL 1195 sarà tradotto il legge, i terzi non potranno rivalersi sul patrimonio dei singoli contraenti, com’è attualmente previsto dalla legge 33/2009.
Una seconda modifica introdotta dal Senato reintroduce gli incentivi alle imprese previsti dalla legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge Finanziaria 2006), “previa autorizzazione rilasciata con decreto del Ministero dello Sviluppo economico di concerto il Ministero dell’Economia e delle Finanze”. Gli incentivi sono quelli messi in campo per i distretti produttivi che vengono così estesi anche alle reti di imprese.
Un altro aspetto rilevante introdotto dall’emendamento n. 1.300 è quello che stabilisce la necessità di enunciare nel Contratto gli obiettivi strategici delle attività comuni poste a base della rete “che dimostrino il miglioramento della capacità innovativa e competitiva sul mercato”. Una previsione che evidenzia la volontà del legislatore di favorire la diffusione di strumenti aggregativi per spingere le imprese a innovare, a riposizionarsi sul mercato, a ridefinire le strategie per una sempre migliore competizione, e non a supportare le attività compiute in precedenza, in termini di processo produttivo o di business di riferimento.



 

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