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NEWS
22 Dicembre 2006
I “rottami” e l’Iva

L'articolo 74 del decreto Iva, al comma 7, si preoccupa -prima di tutto - di chiarire quali sono i beni che, sinteticamente, vengono chiamati rottami.
- rottami,
- cascami e avanzi di metalli ferrosi e dei relativi lavori,
- carta da macero,
- stracci,
- scarti di ossa, pelli, vetri, gomma e plastica,
anche se ripuliti, selezionati, tagliati, compattati, lingottati o sottoposti ad altri trattamenti atti a facilitarne l'utilizzazione, il trasporto e lo stoccaggio senza modificarne la natura.
 Le disposizioni che vengono qui esposte, di applicano anche ad una serie di semilavorati di metalli ferrosi e non ferrosi, individuati da specifiche voci della tariffa doganale vigente al 31.12.2003 e rigorosamente elencati nel citato comma 7 e nel successivo comma 8.
Per le cessioni dei beni in questione è prevista l'applicazione del particolare meccanismo di inversione contabile, il così detto “reverse-charge”, che consiste in questo:
1. il venditore emette la fattura senza applicare l'imposta e indicando nel documento che si tratta di una “cessione eseguita ai sensi dell'art. 74, comma 7 del DPR 633/72”,
2. Il venditore registra normalmente la fattura emessa nel registro delle fatture emesse (o dei corrispettivi),
3. L'acquirente integra la fattura ricevuta completandola con l'indicazione dell' aliquota e della relativa imposta,
4. L'acquirente registra la fattura, tenendo conto dell'integrazione dei dati, sia nel registro degli acquisti che nel registro delle fatture emesse (o dei corrispettivi).

In caso di importazione dei beni in questione, l'iva non viene versata dall 'importatore alla Dogana, come avviene per le normali importazioni, ma viene assolta mediante annotazione della bolla doganale, integrata con i dati relativi all'iva, sia nel registro degli acquisti che in quello delle fatture emesse.

Si tenga presente che il regime del “reverse-charge” deve essere applicato nel caso in cui entrambi i soggetti, venditore ed acquirente, siano soggetti passivi iva; se l'acquirente è un privato consumatore (senza partita iva) la vendita avviene in regime iva ordinaria.

I rottami nella dichiarazione iva annuale del venditore

QUADRO VA
INFORMAZIONI E DATI RELATIVI ALL'ATTIVITÀ

- Cessioni intracomunitarie: rigo VA30, campo 1 (anche Ve30),
- Esportazioni: rigo VA33 (anche VE30),
- Cessioni verso San Marino: VA34 (anche Ve30).

QUADRO VE
DETERMINAZIONE DEL VOLUME D'AFFARI

- Vendite a soggetti passivi consumatori finali: righi VE da 20 a 22 a seconda dell'aliquota iva,
- Vendite a soggetti passivi iva nazionali: rigo VE34,
- Esportazioni: rigo VE30,
- Cessioni intracomunitarie: rigo VE30,
- Cessioni verso San Marino: rigo VE30.

I rottami nella dichiarazione iva dell'acquirente

QUADRO VA
INFORMAZIONI E DATI RELATIVI ALL'ATTIVITÀ

- Acquisti intracomunitari: rigo VA31 (anche
   VF9 e VJ9),
- Importazioni: rigo VA32 (anche VF9 e VJ10),
- Acquisti da San Marino: rigo VA35, campo 1 (anche VF9 e VJ1).

QUADRO VF
AMMONTARE DEGLI ACQUISTI

- Acquisti all'interno: rigo VF9 (anche VJ6),
- Acquisti intracomunitari: rigo VF9,
- Importazioni: rigo VF9,
- Acquisti da San Marino: rigo VF9.

QUADRO VJ
DETERMINAZIONE DELL'IMPOSTA RELATIVA A PARTICOLARI OPERAZIONI

- Acquisti da San Marino: rigo VJ1,
- Acquisti all'interno: rigo VJ6,
- Acquisti intracomunitari: rigo VJ9,
- Importazioni: rigo Vj10.
Qualche problema per l'acquirente di rottami
La corretta annotazione dei  valori risolve il problema generato dal meccanismo del “reverse-charge” al momento delle registrazioni, per quanto riguarda l'iva detraibile: nel registro degli acquisti è stata registrata dell'iva non fatturata dai fornitori (deriva dalla integrazione delle fatture) e, pertanto, non detraibile.
In realtà, questo problema non si pone solo in occasione della compilazione della dichiarazione annuale, ma anche e prima, in occasione di ogni liquidazione periodica dell'imposta: in quelle occasioni non si dovrà tener conto dell'iva sugli acquisti di “rottami”, né di quella registrata tra gli acquisti, né di quella registrata tra le fatture emesse.
Un notevole contributo alla chiarezza potrà venire dalla istituzione di appositi registri sezionali (uno “acquisti” e uno “fatture emesse”) nei quali registrare gli acquisti di rottami ai quali è stato applicato il meccanismo del “reverse-charge”. 
Per quanto riguarda il volume d'affari il problema generato dal “reverse-charge” è dovuto al fatto che nel registro delle fatture emesse sono state registrate delle fatture – di acquisto di rottami – che sicuramente non possono concorrere alla formazione del volume d'affari.
L' impiego dei registri sezionali consentirà di evitare che le fatture relative agli acquisti di rottami registrate tra le fatture emesse, concorrano alla formazione del volume d'affari.

Dino Fontana - Suppl. n. 1 al Notiziario Artigiano n. 12 - dicembre 2006





 

ultimo numero:
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