30 Ottobre 2003 Decreto Monti: cosa cambia per il settore autoriparazione
In due partecipate riunioni a Novara e Verbania illustrate alla categoria le novità
Novità in vista per il settore autoriparazione. Le stabilisce il Decreto Monti, illustrato nel corso di due riunioni di categorie a Novara e Verbania che hanno visto una notevole affluenza di imprenditori (nella foto).
Le novità introdotte dal Decreto che porta il nome del commissario europeo alla concorrenza Mario Monti, riguardano la vendita e la distribuzione degli autoveicoli ma norma anche l'utilizzo dei ricambi da parte degli autoriparatori, con l'obiettivo di ottimizzare la concorrenza sul mercato europeo dell'auto. In particolare sono previste novità per la vendita dei veicoli e nella organizzazione dei servizi post vendita. Per quest' ultimo aspetto il nuovo sistema consente a un distributore che voglia specializzarsi nella vendita di automobili di scegliere se fornire lui stesso i servizi post-vendita o subappaltarli ad uno o più riparatori autorizzati. Tra i servizi che è possibile subappaltare, rientrano anche la prestazione della garanzia, il servizio gratuito nonché il servizio in caso di revisione di autoveicoli difettosi. In questi casi, il cliente potrà rivolgersi al distributore se tali obblighi non sono stati rispettati in maniera adeguata dal riparatore autorizzato.
Per rafforzare la separazione tra distribuzione e vendita sono vietate le clausole con cui il costruttore automobilistico tenti di legare economicamente le due attività tramite la dipendenza della remunerazione di un' attività all' esecuzione dell' altra, sconti, bonus, etc. La casa madre potrà inoltre richiedere che il distributore, prima della conclusione del contratto informi il cliente sull' ubicazione delle officine autorizzate e nel caso in cui queste non siano nelle vicinanze del punto di vendita, il cliente deve essere informato delle relative distanze. Il regolamento intende per Riparatore autorizzato un fornitore di servizi di riparazione e manutenzione di autoveicoli che opera nell' ambito di un sistema di distribuzione predisposto da un fornitore di autoveicoli; e per Riparatore indipendente un fornitore di servizi di riparazione che non opera nell' ambito di un sistema di distribuzione predisposto da un fornitore di autoveicoli per il quale fornisce servizi di riparazione o di manutenzione. I riparatori indipendenti potranno divenire riparatori autorizzati, purché rispettino gli standard richiesti dalla casa madre. Si tratta di un punto critico della riforma, perché non sono posti limiti all'arbitrio delle case costruttrici che possono quindi porre delle condizioni penalizzanti rispetto alle possibilità delle PMI dell' autoriparazione. Inoltre le case madri non potranno più proibire ai loro riparatori ufficiali di riparare marche diverse, rispetto alle quali agiranno come indipendenti. Novità anche per l'accesso ai pezzi di ricambio originali ed alle informazioni tecniche. Il regolamento prevede che i produttori di autoveicoli siano obbligati a consentire ai riparatori che scelgono di restare indipendenti da marche specifiche di avere accesso a tutte le informazioni tecniche, apparecchiature e attrezzi, comprese le attrezzature di diagnostica, e alla formazione necessarie a condizioni non discriminatorie rispetto a quelle imposte ai riparatori della propria rete. Analogamente, i produttori di pezzi di ricambio avranno un migliore accesso ai riparatori sia autorizzati che indipendenti Sono vietate tutte le clausole con cui le case madri cercavano di limitare la libertà della propria rete quanto alla vendita e all'acquisto di pezzi originali.
Il regolamento 1400/2002 è entrato in vigore il primo ottobre ma ha previsto un periodo transitorio di un anno per l' adeguamento dei contratti di concessione alle nuove norme, salvo che per la clausola di ubicazione per cui il periodo transitorio termina nel 2005. La Commissione Europea si è prefissato l'obiettivo di controllare gli effetti della riforma e in questo compito le associazioni di categoria possono svolgere un prezioso compito di monitoraggio che può contribuire al miglioramento, in prospettiva,della riforma.
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