Calzolai in festa per celebrare la ricorrenza dei santi Patroni, Crispino e Crispiniano. Ma anche l’occasione per festeggiare i 50 anni di lavoro a Novara del presidente del sodalizio, Giacomo Fiorello. E ancora: l’opportunità di riscoprire e illustrare alla cittadinanza un quadro – appartenuto al vecchio Ospedale di San Giuliano, amministrato dai Calzolai – raffigurante i due patroni della categoria – Crispino e Crispiniano – al lavoro nella loro bottega, e oggi conservato nella chiesa di San Michele arcangelo dell’Ospedale maggiore di Novara.
Questa la sintesi della festa dei calzolai artigiani che ha richiamato il 25 ottobre a Novara oltre settanta artigiani e loro famigliari. Una festa che, dopo la tradizionale messa a San Michele, è proseguita con l’incontro conviviale nella sede dell’Università dei calzolai e poi con il pranzo sociale.
Il saluto dell’amministrazione comunale è stato portato dalla vicesindaco, Silvana Moscatelli e dall’assessore Gerardo Murante; presente l’onorevole Gianni Mancuso, che hanno avuto parole di elogio per il mestiere del calzolaio e per l’attività benemerita dell’Università dei calzolai, la più antica Corporazione di mestiere ancora in attività in Italia.
Nel suo intervento il presidente di Confartigianato, Tarcisio Ruschetti, ha rimarcato il cinquantennale impegno di Giacomo Fiorello, presidente del sodalizio dei calzolai, e ricordato l’importanza dei calzolai nella storia e nell’economia della città di Novara.
E proprio a voler sottolineare il suo vero lavoro artigiano, Fiorello ha realizzato e mostrato ad ospiti e autorità il suo capolavoro, un paio di scarpe interamente realizzate a mano, avvalendosi della tomaia dell’artigiano Pietro Baroli di Gargallo. Un mestiere, quello dell’artigiano calzolaio, che bene interpreta e promuove il vero made in Italy, come ha rimarcato il presidente della Commissione provinciale per l’artigianato di Novara, Adriano Sonzini, presente alla cerimonia.
“Nel lontano 1959, arrivato a Novara, presi in affitto un locale in corso Risorgimento, la mia prima bottega artigiana” ha ricordato il presidente Fiorello, ricordano l’inizio della sua avventura novarese, che doveva rivelarsi l’avventura di una vita, “una vita di lavoro, sapendo di essere un artigiano che ha fatto della propria creatività il punto di partenza per i propri traguardi”, ha detto Fiorello, che – quando è stato eletto per la prima volta alla carica di presidente dell’Università dei Calzolai (nel 1975) era il più giovane presidente del sodalizio. Una vita di lavoro, quando a Novara avevano bottega più di cento calzolai, oggi, invece, i ranghi degli artigiani della calzatura sono molto ridotti, come ha - con rammarico -notato il presidente Fiorello “Mi spiace per la nostra arte, con un così glorioso passato e un futuro così incerto, nell’assenza di giovani calzolai che vogliano continuare il nostro cammino”.
Ma l’entusiasmo del presidente Fiorello è indomito: nel salutare i commensali prima del pranzo sociale, ricordano ancora i suoi cinquant’anni di lavoro a Novara ha confessato: “Non mi sono ancora fermato”.
A Giacomo Fiorello Confartigianato ha voluto consegnare una targa celebrativa del suo “primo mezzo secolo” di lavoro a Novara; analogo riconoscimento è stato attribuito dai calzolai riuniti nell’Università al loro presidente.
Nelle foto alcuni momenti della festa alla sede dell’Università dei Calzolai di Novara e la tradizionale foto di gruppo dei partecipanti, ospiti e autorità.
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